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Archeologia e politicaGarda

Cosa si nasconde dietro i progetti al Lavagnone di Desenzano? Tra l'allarme per i controlli fantasma e una visita unica

Mentre si svelano i segreti del sito Unesco, esplode il caso dei mancati controlli preventivi per il progetto dell'incubatoio

Chiara Bonomi

Illustrazione a corredo: Cosa si nasconde dietro i progetti al Lavagnone di Desenzano? Tra l'allarme per i controlli fantasma e una visita unica

Il Lavagnone di Desenzano del Garda, uno dei siti palafitticoli preistorici più importanti d'Europa e patrimonio mondiale dell'Unesco, è al centro dell'attenzione in questi giorni per due motivi apparentemente opposti. Da un lato ci si prepara ad accogliere i visitatori per un evento eccezionale, dall'altro si accende un caso politico e burocratico che riguarda la tutela archeologica dell'area stessa, con un'interrogazione consiliare che solleva forti dubbi sul rispetto delle procedure per un nuovo cantiere.

Il giallo dell'incubatoio: mancano le verifiche della Soprintendenza?

La vicenda dell'incubatoio previsto proprio nell'area del Lavagnone si arricchisce di un retroscena significativo. Il consigliere comunale di Desenzano, Stefano Terzi, ha reso pubblica la risposta ricevuta a una sua specifica interrogazione. Da questo documento emerge un dato sorprendente: le verifiche archeologiche preventive — imposte tassativamente dalla Soprintendenza come condizione necessaria prima dell'avvio dei lavori per l'incubatoio — non risultano ancora eseguite. Di conseguenza, non è stata depositata nemmeno la comunicazione di inizio attività.

La Soprintendenza, nel dare parere favorevole al progetto, aveva infatti prescritto in modo esplicito la necessità di accertamenti archeologici preliminari sul terreno, da concordare direttamente con l’ente per tempi e modalità. Al momento, però, il Comune non ha ricevuto alcuna comunicazione né dalla società committente né dalla Soprintendenza stessa.

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La Sentinella Bresciana

Un dettaglio temporale solleva ulteriori interrogativi. L’Ufficio Tecnico Comunale ha inviato una nota di sollecito alla proprietà e ai tecnici solo il 3 giugno 2026, richiamando le prescrizioni operative. Questa mossa è scattata soltanto dopo l'accesso agli atti da parte del consigliere Terzi, le proteste dei cittadini e i primi articoli di stampa. «Il lavoro di approfondimento ha contribuito a riportare l’attenzione sul rispetto delle regole», ha sottolineato Terzi, chiedendo trasparenza assoluta per un'area dal valore inestimabile.

Scavi aperti al pubblico: un'opportunità unica il 21 luglio

Mentre la politica discute sulle tutele del sottosuolo, la ricerca scientifica sul campo non si ferma e si mostra al pubblico. Martedì 21 luglio 2026, a partire dalle ore 9:00, si terrà l'iniziativa "Scavi aperti al Lavagnone 2026".

Si tratta di un'opportunità rara per osservare da vicino il lavoro degli archeologi nel cuore del villaggio palafitticolo. I visitatori saranno guidati direttamente sullo scavo dalla professoressa Marta Rapi, direttrice della ricerca e responsabile scientifica del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano. L'evento gratuito, che mira a illustrare le più recenti scoperte sul sito preistorico, è promosso dal Comune di Desenzano del Garda, dal Museo Archeologico “Giovanni Rambotti”, dal Sito Palafitticolo Preistorico dell’Arco Alpino e dall'associazione La Melagrana. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria scrivendo a museorambotti@comune.desenzano.brescia.it.

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