Il caso giudiziarioCronaca
Roggero in carcere a Bollate: cosa ha detto davanti ai giornalisti e perché scomoda anche Mattarella
Il gioielliere di Grinzane Cavour si è costituito dopo la condanna definitiva della Cassazione, mentre la richiesta di grazia della moglie riaccende lo scontro politico

Alle 16.30 di venerdì 17 luglio, Mario Roggero, 72 anni, gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo), è arrivato nel carcere milanese di Bollate e si è costituito, come previsto dall'ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Asti.
La Cassazione aveva confermato due giorni prima, il 15 luglio, la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l'uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, avvenuti il 28 aprile 2021 dopo l'assalto alla sua gioielleria. I giudici, in tutti i gradi di giudizio, hanno escluso la legittima difesa: nel momento in cui Roggero aprì il fuoco, i rapinatori si stavano già allontanando in auto.
Le parole prima dell'ingresso in carcere
Ai cronisti che gli hanno chiesto se fosse pentito, Roggero ha risposto "sì", aggiungendo però "con il senno di poi, bisogna trovarsi in quelle situazioni". Ha poi definito la propria condanna un'ingiustizia, sostenendo che si tratti del "massimo per i delinquenti", facilitati - a suo dire - a continuare a delinquere perché "impuniti e anche risarciti". Ha citato anche il presidente Mattarella, ricordando precedenti casi di grazia concessa, e ha respinto l'ipotesi di una candidatura politica avanzata da ambienti della Lega, definendola "l'ultima cosa a cui penso". Ha infine aperto alla possibilità di un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo.
Il fronte della grazia e il richiamo di Mattarella
Nei giorni precedenti il caso aveva assunto una dimensione politica nazionale. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto l'avvio dell'istruttoria per l'eventuale concessione della grazia, mentre i capigruppo di Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, Civici d'Italia, Udc e Maie-Centro Popolare hanno promosso una raccolta firme parlamentare a sostegno della richiesta.
Tra i sostenitori più espliciti il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di "ingiustizia", e il vicepremier Matteo Salvini, che ha chiesto pubblicamente la grazia al capo dello Stato. Sostegno è arrivato anche dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e da altri esponenti di centrodestra, tra cui il presidente della Lombardia Attilio Fontana.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha però ricevuto Nordio al Quirinale per ricordargli che la prerogativa di concedere la grazia spetta costituzionalmente solo al capo dello Stato, non essendo peraltro ancora note le motivazioni della sentenza. La moglie di Roggero ha comunque presentato il 16 luglio la domanda di grazia, chiedendo anche una sospensione temporanea della pena.
Le critiche dell'opposizione
Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha accusato Nordio di aver "invaso un campo" di competenza presidenziale, parlando di strumentalizzazione delle reazioni emotive. Critiche sono arrivate anche da Alleanza Verdi e Sinistra, che hanno denunciato una contraddizione nel sostegno di Cirio, mentre l'Associazione nazionale magistrati ha replicato alle accuse di Crosetto definendole "odiose quanto generiche".
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sul tema dei risarcimenti, annunciando una norma nel ddl Sicurezza che impedirebbe a chi commette un reato, o ai suoi familiari, di chiedere risarcimenti a chi si è difeso.
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