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Fuga sul GardaGarda

Sparò ad altezza d'uomo contro la discoteca piena di giovani: ecco dove si nascondeva il ricercato da otto mesi

I carabinieri arrestano il trentottenne accusato del tentato omicidio avvenuto al Just Me di Lonato.

Chiara Bonomi

Illustrazione a corredo: Sparò ad altezza d'uomo contro la discoteca piena di giovani: ecco dove si nascondeva il ricercato da otto mesi

Le luci del locale, la musica a tutto volume e, all'improvviso, il rumore sordo degli spari. Cinque colpi di pistola calibro 9x21 esplosi ad altezza d'uomo direttamente contro l'ingresso di una discoteca affollata in quel momento da centinaia di ragazzi. Un episodio gravissimo che si è consumato nelle prime ore del mattino del 9 novembre scorso a Lonato del Garda, e che solo per pura fatalità non si è trasformato in una strage. Per mesi, il presunto autore materiale di quel tentato omicidio è riuscito a svanire nel nulla, sfuggendo ai primi provvedimenti restrittivi e rendendosi completamente irreperibile. Ma la sua fuga si è conclusa nelle scorse ore.

I carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Desenzano del Garda lo hanno infatti rintracciato e arrestato a Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona. Si tratta di un cittadino straniero di 38 anni (nato nel 1988), destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Brescia. L'uomo è stato trasferito alla casa circondariale "Nerio Fischione" di Brescia, dove resta a disposizione dell'autorità giudiziaria.

La follia dopo l'espulsione dal locale

Tutto era cominciato nella notte del 9 novembre 2025 all'interno della nota discoteca "Just Me" di via Lavagnone, a Lonato, in quel momento frequentata da circa 400 giovani. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'uomo avrebbe avuto un banale diverbio per futili motivi all'interno del locale. Allontanato prontamente dagli addetti alla sicurezza privata, il trentottenne non avrebbe accettato la decisione: per ritorsione, si sarebbe ripresentato poco dopo sul posto insieme a un complice.

È allora che è scattata l'azione delittuosa: l'uomo avrebbe estratto un'arma ed esploso almeno cinque proiettili calibro 9x21 verso l'ingresso. I colpi hanno trapassato il pannello divisorio che separa l'atrio d'ingresso dalla sala principale della discoteca, a un'altezza in cui avrebbero potuto colpire chiunque. Solo un caso ha evitato che la pioggia di piombo ferisse i tantissimi ragazzi presenti all'interno della struttura.

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Le indagini e la cattura

Subito dopo l'accaduto, i carabinieri avevano posto sotto sequestro l'intera struttura, raccogliendo ogive e bossoli sul posto per avviare una complessa attività d'indagine. Il Questore aveva anche sospeso l'attività del locale per un mese, un provvedimento che era stato successivamente revocato dal Tar.

La prima importante svolta investigativa è arrivata il 30 gennaio 2026. Attraverso un'operazione coordinata sul territorio, i carabinieri di Desenzano del Garda hanno eseguito cinque perquisizioni domiciliari. In quell'occasione è stato identificato e denunciato a piede libero il presunto complice del tiratore, un connazionale classe 1986. Nelle abitazioni i militari hanno rinvenuto telefoni cellulari e capi d'abbigliamento compatibili con quelli ripresi dalle telecamere di videosorveglianza del locale.

Da quel momento le ricerche si sono concentrate sul presunto esecutore materiale, fino all'individuazione del suo nascondiglio nel Veronese grazie a costanti servizi di pedinamento e osservazione. Come previsto dalla legge, trattandosi della fase delle indagini preliminari, la responsabilità dell’arrestato dovrà essere accertata in sede di processo e l'uomo è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva.

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