Regista brescianoCultura
Muore a 62 anni il regista da La Scala a Cerveno: pochi giorni prima aveva sposato la compagna in ospedale
Si è spento all'hospice di Orzinuovi Giacomo Andrico, scenografo di fama internazionale legato a Borgo San Giacomo e alla Santa Crus

Aveva da poco sposato in ospedale la compagna Nicoletta Cancelli. Qualche giorno dopo, si è spento all'hospice di Orzinuovi. Giacomo Andrico, regista e scenografo originario di Motella di Borgo San Giacomo, è morto a 62 anni, stroncato da una malattia diagnosticata pochi mesi fa. I funerali saranno celebrati lunedì 20 luglio alle 16 a Borgo San Giacomo; la veglia è in programma domenica sera nella casa di famiglia.
Da Brera ai palcoscenici del mondo
Diplomato all'Accademia di Brera, Andrico aveva costruito una carriera di respiro internazionale. Le sue scene e le sue regie hanno calcato il Teatro alla Scala e il Piccolo Teatro di Milano, il Regio di Torino, l'Opera di Roma, il Petruzzelli di Bari, il Teatro Real di Madrid, i palcoscenici di Bilbao, Siviglia e Seul. Aveva collaborato con maestri come Luca Ronconi e Simone Cristicchi, firmando tra l'altro le scene di "Franciscus, il folle che parlava agli uccelli". Sue scenografie sono visibili ancora oggi in Cavalleria Rusticana e Pagliacci, in scena in questi giorni a Sofia.
All'attività artistica aveva affiancato l'insegnamento: docente all'Università di Architettura di Venezia, all'Accademia Santa Giulia di Brescia e alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Tra gli ultimi lavori figura anche il documentario dedicato a Liliana Betti, storica collaboratrice di Federico Fellini, realizzato con l'associazione Willyco.
Il legame con il territorio
Nonostante il successo internazionale, Andrico non aveva mai reciso il filo con la terra bresciana. Per vent'anni aveva ricoperto il ruolo di direttore artistico, regista, scenografo e progettista della Fondazione Castello di Padernello, di cui era stato anche uno dei primi volontari impegnati nella salvaguardia. "È stato un costruttore di bellezza e comunità, capace di trasformare un'idea in visione condivisa e una visione in patrimonio collettivo", ricorda il sindaco di Borgo San Giacomo Davide Pellini a nome dell'Amministrazione comunale.
A Cerveno aveva diretto due edizioni della Santa Crus, nel 2012 e nel 2024, apportando modifiche alla tradizionale rappresentazione della Passione. Tra queste, l'idea di una rappresentazione notturna, inizialmente vista come uno stravolgimento e poi apprezzata dal pubblico. "Giacomo è stato sempre rispettoso e attento nel muoversi nella regia di una rappresentazione che noi cervenesi custodiamo gelosamente", ricorda il consigliere Mattia Mondoni. La comunità di Cerveno sta già pensando a un omaggio futuro.
Di carattere riservato e disponibile, Andrico lascia l'eredità di un artista capace di coniugare rigore creativo, cultura profonda e umanità. Le sue opere continuano a vivere nei teatri, nelle scenografie e nelle persone che hanno lavorato con lui.
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