Fondi per la cultura brescianaCultura
15 milioni alla Vittoria Alata per i suoi 200 anni: il regalo del Ministero che cambia Brescia
Firma del ministro Giuli al Capitolium per completare il Parco archeologico, mentre la città festeggia il bicentenario della scoperta

Un assegno da 15 milioni per il futuro
Duecento anni esatti di storia, e un regalo che potrebbe ridefinire il volto archeologico della città. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha firmato ieri al Capitolium un investimento da 15 milioni di euro per il completamento del Parco archeologico di Brescia romana, scelta come momento culminante della cerimonia del bicentenario della Vittoria Alata.
La statua bronzea, simbolo identitario di Brescia, fu scoperta il 20 luglio 1826 durante gli scavi al Capitolium diretti dall'artista e archeologo Luigi Basiletti, in pieni moti risorgimentali. «Simbolo identitario di una città che voleva liberarsi dagli austriaci», l'ha definita il vice presidente dell'Ateneo Giancarlo Provasi. Libertà e riscatto, allora come oggi.
Il parterre istituzionale
La serata, condotta dal direttore di Brescia Musei Stefano Karadjov, ha riunito al Capitolium un parterre di primo piano. «Il ritrovamento dei bronzi della Vittoria Alata ha un valore unico per questa comunità da 200 anni e per altri 200 anni almeno», ha aperto Karadjov. La presidente di Brescia Musei Francesca Bazoli ha annunciato che il progetto di Chipperfield per valorizzare il Teatro Romano avrà il sostegno del Ministero.
La sindaca Laura Castelletti ha individuato nella Vittoria Alata «il destino delle grandi opere: attraversano le generazioni. In quasi 2000 anni è sopravvissuta all'oblio e ora dialoga col presente nella sua straordinaria bellezza». Claudio Ricci, vice presidente della Commissione nazionale per l'Unesco, l'ha inquadrata così: «La sua forza gentile, destinata a prevalere, rispecchia una città illuminata di creatività».
I sindaci del passato e il gioco di squadra
Tre ex primi cittadini hanno portato la loro testimonianza. Paolo Corsini ha ricordato il riconoscimento a Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco ottenuto nel 2011: «Brescia non dispone di una leggenda: determinante impostare una politica per la cultura». Adriano Paroli ha sottolineato «la presenza anche troppo discreta della Vittoria Alata: una copia è nell'ufficio del sindaco in Loggia, compagna silenziosa delle decisioni più importanti». Emilio Del Bono ha parlato di «felicità e orgoglio dei bresciani fin dalla sua scoperta, quando fu trascinata tra gli applausi per le vie».
L'assessora lombarda Simona Tironi, in rappresentanza della Regione con la collega Debora Massari, ha ricordato come la statua sia stata «un simbolo di resilienza anche durante il periodo della pandemia».
Una festa per la città
Il Parco archeologico e il Museo di Santa Giulia hanno aperto eccezionalmente e gratuitamente dalle 10 alle 16, anche se lunedì è giorno di chiusura. La serata conclusiva è iniziata con il Coro Marenzio — Inno d'Italia e Inno alla Gioia — e si è chiusa con la narrazione storico-drammaturgica di Luca Scarlini, intitolata «L'impero neoclassico: storie intorno alla Vittoria di Brescia». Duecento anni portati benissimo, con lo sguardo già proiettato su quelli a venire.
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