Echi d'arte giapponeseCultura
A Sirmione strappano e ricuciono 115 fotografie: ecco perché
La mostra "Wound | Ferita" a Palazzo Callas Exhibitions racconta la ferita dell'uomo sulla natura con un allestimento unico

Entrando nelle sale di Palazzo Callas Exhibitions, i visitatori si trovano davanti a qualcosa che non si aspettano: fotografie del Lago di Garda, e accanto a ciascuna una copia in bianco e nero fisicamente strappata e ricucita. Non è un incidente. È il cuore di "Wound | Ferita", la mostra fotografica inaugurata il 18 luglio e aperta fino all'8 novembre 2026 a Sirmione.
115 fotografie, una ferita per ciascuna
La mostra raccoglie 115 fotografie selezionate dalla XVI edizione del Premio Sirmione per la Fotografia, con i lavori di 75 fotografi provenienti da Italia ed Europa. Il tema è il rapporto tra uomo e natura, e l'allestimento lo rende immediatamente tangibile: accanto a ogni immagine originale, una seconda copia in bianco e nero viene strappata e ricomposta. Lo strappo rappresenta la ferita inflitta al paesaggio; la cucitura, volutamente imperfetta, non cancella il danno ma lo rende leggibile.
«La ricucitura non cancella la ferita, ma impedisce che venga dimenticata», spiega la curatrice Mariangela Gavioli. L'allestimento si ispira al Kintsugi, l'antica arte giapponese che considera la rottura e la riparazione parte della storia di un oggetto, rendendo visibili le fratture invece di nasconderle.
Una dimensione esistenziale
La sindaca Luisa Lavelli spinge la riflessione oltre il piano ambientale: «Le ferite che queste immagini ci mostrano possono estendersi oltre il piano ambientale ed ecologico, fino a raggiungere una dimensione esistenziale. Esse trovano corrispondenza nell'animo di ciascuno di noi: sono le tracce di un incessante processo di crescita, evoluzione e adattamento».
L'assessore al Turismo Riccardo Genovesi sottolinea il doppio ruolo del progetto: «Attraverso questa esposizione facciamo promozione del territorio utilizzando l'arte fotografica come un canale di sensibilizzazione ambientale».
Una citazione cancellata all'ingresso
All'ingresso delle sale, un grande pannello accoglie i visitatori con una celebre citazione dello scienziato Hubert Reeves: «Man is the most insane species. He worships an invisible God and destroys a visible Nature». Alcune parole del testo vengono volutamente cancellate, senza essere completamente nascoste — un gesto che, come lo strappo delle fotografie, non elimina ciò che è accaduto ma lo rende visibile, trasformando una denuncia in un invito alla cura.
La mostra prosegue il percorso di ricerca curatoriale avviato lo scorso anno con FIT, il progetto espositivo dedicato alla percezione sociale del corpo, e si inserisce nel filone che il Comune di Sirmione dedica all'ambiente e al paesaggio — dalla Sirmione Photo Residency alla rassegna Equilibri, fino alla mostra "If Trees Could Speak" realizzata con Magnum Photos.
Informazioni pratiche
Palazzo Callas Exhibitions, dal 18 luglio all'8 novembre 2026. Ingresso gratuito. Dal 18 luglio al 27 settembre: tutti i giorni 10:30–12:30 e 16:30–19:00, venerdì e sabato con apertura serale fino alle 22:00. Chiuso il lunedì. Dal 29 settembre all'8 novembre: tutti i giorni 10:30–12:30 e 15:00–18:00, chiuso il lunedì.





