Lotta per 26 giorni dopo l'incidente in bici, ma il suo cuore si è fermato: Gussago in lacrime per Alma
L'84enne Alma Benaglia, investita da un'auto l'11 giugno, è deceduta al Civile di Brescia dopo un lungo ricovero che aveva acceso la speranza.

Resta solo il dolore, a Gussago, e il ricordo di una speranza che si è spenta dopo 26 giorni di lotta. Non ce l'ha fatta Alma Benaglia, l'84enne vedova Consolati travolta da un'auto lo scorso 11 giugno mentre era in sella alla sua bicicletta. Il suo cuore ha smesso di battere il 7 luglio, dopo quasi un mese di ricovero all'ospedale Civile di Brescia, gettando nello sconforto un'intera comunità che fino all'ultimo aveva sperato in un miracolo.
L'incidente e la lunga agonia
Quel maledetto martedì di giugno, Alma stava attraversando la rotatoria tra via Manzoni e via Richiedei, un punto che conosceva bene. Stava quasi per completare l'attraversamento quando una vettura, guidata da un uomo di Brescia, l'ha investita. L'impatto è stato violento e le sue condizioni sono apparse subito gravissime.
Trasportata d'urgenza al Civile, era iniziata la sua battaglia. Per giorni, la famiglia e l'intero paese avevano seguito con il fiato sospeso l'evolversi del quadro clinico. Sembrava che la tempra di Alma potesse avere la meglio: lievi ma incoraggianti segnali di miglioramento avevano fatto sperare nel meglio. Poi, improvvisamente, la situazione è precipitata, fino al decesso.
Il ricordo e il cordoglio
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione a Gussago, dove Alma era conosciuta e apprezzata per la sua gentilezza e discrezione. I funerali, già celebrati, hanno visto una grande partecipazione nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, a testimonianza dell'affetto che circondava la donna.
Strazianti e piene d'amore le parole che i quattro figli le hanno dedicato: "Cara mamma, ti ringraziamo per il grande amore incondizionato che ci hai saputo donare. Sei stata e sarai un prezioso riferimento per tutti noi". Un pensiero a cui si è unito quello di un'amica, che ne ha tratteggiato un ritratto affettuoso: "Ciao Alma, che donna! E che stile! Mi mancherà guardare con quanto amore ti prendevi cura dei tuoi fiori, probabilmente con la stessa cura che hai avuto sempre nella tua vita per tutto e tutti".
Sulla dinamica esatta dell'incidente sta ora indagando la Polizia Locale, a cui spetterà il compito di ricostruire ogni dettaglio della tragedia che ha spezzato una vita e infranto le speranze di una famiglia intera.
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