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Nato da una piazza di spaccio, oggi rischia di chiudere: cosa succede al PianoTerra di Brescia
Lo spazio sociale delle Case del Sole, frutto di anni di lavoro collettivo, teme la privatizzazione: il 28 luglio una cena per organizzare la resistenza

Sei anni fa, davanti alle Case del Sole, c'era una piazza di spaccio. Un grande buco nel muro che divideva i resti di una fabbrica abbandonata dai palazzi popolari faceva da varco per lo scambio di sostanze, di giorno e di notte. Bottiglie, siringhe e rifiuti coprivano una distesa di ghiaia dove i bambini del quartiere non avevano altro spazio per giocare.
Da quel degrado è nato il PianoTerra, oggi al centro di una vicenda che riguarda tutta Brescia: l'associazione che lo gestisce insieme agli abitanti teme che lo spazio venga privatizzato, trasformandolo in un luogo accessibile solo a chi può permettersi un abbonamento.
Dalla piazza di spaccio al Parco del Sole Autogestito
Tutto è cominciato con volontarie e volontari che hanno iniziato a conoscere gli abitanti delle Case del Sole e a organizzarsi insieme a loro. Mesi di assemblee e pulizie hanno portato alla nascita del Parco del Sole Autogestito, un'esperienza di gestione popolare di uno spazio recuperato. Da lì sono emerse le prime rivendicazioni sugli spazi comuni abbandonati e sulle difficoltà economiche di molte famiglie del quartiere.
Un momento chiave è arrivato quando si è scoperto un progetto per costruire una nuova palazzina proprio nell'area di fronte alle Case del Sole, con il possibile trasferimento di parte degli abitanti. L'opposizione unita del quartiere ha fatto naufragare il progetto. Al suo posto è nato lo skatepark che oggi occupa quello che era lo spiazzo di ghiaia.
Nasce il PianoTerra
Le attività si sono poi trasferite in un altro spazio abbandonato, quello che oggi è conosciuto come PianoTerra: un luogo che i piccioni avevano eletto a cimitero, ricoperto di guano. Dopo mesi di pulizie e lavori, sostenuti anche da altre associazioni cittadine, lo spazio è tornato a vivere: teatro, concerti, attività per bambini, tradizioni popolari, assemblee e discussioni politiche.
Il rischio privatizzazione e la cena del 28 luglio
Oggi l'associazione denuncia il rischio che il PianoTerra venga trasformato in uno spazio a pagamento. «La città di Brescia non può vedere cancellata un'esperienza di organizzazione dal basso come questa», si legge nel comunicato dell'associazione, che parla di un «fiore spuntato nel cemento» da non far perire.
Secondo i promotori, una privatizzazione significherebbe la perdita di un presidio sociale che offre attività gratuite, percorsi educativi e momenti di socialità a associazioni, gruppi informali e cittadini del quartiere.
Per discutere il futuro dello spazio, martedì 28 luglio è in programma "L'Ultima Cena? – risottata vegan al PianoTerra", un momento di confronto in cui verranno annunciati i prossimi passi per la difesa del luogo. Il menù prevede un tris di risotti a offerta libera a partire da 5 euro, con prenotazioni entro il 26 luglio al numero 3275311626. Seguirà un concerto di Anes e Pora.
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