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Discarica La Castella, vittoria inattesa: il Tar ribalta le carte e riapre la partita ambientale

Il Tribunale amministrativo di Brescia dà ragione ai Comuni, cancella l'esclusione dalla Valutazione di impatto ambientale. Ora l'attesa per il giudizio sulla legittimità del decreto autorizzatorio.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Discarica La Castella, vittoria inattesa: il Tar ribalta le carte e riapre la partita ambientale
Illustrazione a corredo: Discarica La Castella, vittoria inattesa: il Tar ribalta le carte e riapre la partita ambientale

Un colpo di scena che ridisegna la mappa delle responsabilità ambientali nel bresciano. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, nella sua Sezione di Brescia, ha emesso una sentenza destinata a far discutere: il ricorso presentato dal Comune è stato pienamente accolto, portando all'annullamento del provvedimento della Provincia che aveva escluso dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) il progetto di recupero dei rifiuti presenti nell'area La Castella.

La decisione non lascia spazio a interpretazioni diverse. I giudici amministrativi hanno condiviso in toto l'impostazione difesa dall'amministrazione locale, stabilendo un principio chiaro e inequivocabile: il progetto di recupero dei rifiuti non è un'entità a sé stante. Al contrario, costituisce una parte inscindibilmente collegata alla discarica stessa.

La logica seguita dalla società La Castella, che aveva avviato un procedimento separato, è stata smontata dall'aula di giustizia. Il Tar ha riconosciuto che tale manovra era finalizzata a modificare una prescrizione ambientale fondamentale, già contenuta nel Provvedimento autorizzatorio unico (Pau), attraverso una frammentazione procedimentale non consentita dalla legge. Per questo motivo, l'esclusione dalla Via è stata cancellata.

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La Sentinella Bresciana

Si tratta di un riconoscimento importante, non solo per il singolo Comune, ma per tutta la compagine di amministrazioni che si sono schierate a tutela del territorio: Rezzato, Castenedolo e Borgosatollo hanno sostenuto insieme questa battaglia. La sentenza conferma che interventi di tale rilevanza non possono essere valutati a compartimenti stagni. Le artificiose separazioni rischiano di alterare il quadro ambientale già oggetto di valutazione, un rischio che i giudici hanno voluto scongiurare.

Tuttavia, la partita non è affatto chiusa. Resta pendente il giudizio relativo al Pau che ha autorizado la realizzazione della discarica, un atto centrale della questione. Su questo specifico procedimento, il Tar ha compiuto un passo ulteriore, rimettendo alla Corte costituzionale una questione di legittimità. L'appuntamento è fissato per il prossimo 6 ottobre.

Il Comune ha già annunciato che continuerà a sostenere le proprie ragioni anche in quella sede istituzionale. La convinzione di fondo resta la stessa: la tutela della salute, dell'ambiente e del territorio deve rimanere il principio guida indiscutibile di ogni decisione amministrativa. Ora tutte le attenzioni sono puntate su ottobre, quando la Corte costituzionale dovrà dire la sua parola definitiva sulla legittimità delle autorizzazioni che hanno dato vita all'attuale scenario.

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