Alta quota, vento traditoreValli
Soccorso in Adamello a 3.100 metri: il vento ha ribaltato i piani e chi è finito in ospedale non è chi ti aspetti
Due escursionisti bloccati in quota nella notte, ma durante il recupero è successo l'imprevisto che ha cambiato tutto

Era il soccorritore a dover salvare qualcuno, e invece è finito lui in ospedale. È andata così, nella notte tra venerdì e sabato, sull'Adamello: un intervento di elisoccorso a oltre tremila metri di quota che si è trasformato in un'ordinaria notte di montagna diventata straordinaria per il verso sbagliato.
L'allarme alle 22
La chiamata arriva attorno alle 22 di venerdì: due escursionisti si trovano in difficoltà lungo la discesa da Cresta Croce, a circa 3.100 metri, e non riescono più a proseguire verso il Rifugio ai Caduti dell'Adamello. Sul posto viene inviato l'elicottero con a bordo un tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, impegnato nelle operazioni di recupero con il verricello.
Fin qui, una dinamica già vista tante volte. Poi l'imprevisto.
La folata che ha cambiato tutto
Durante l'intervento, a causa di una folata di vento, il tecnico ha urtato alcune rocce. L'impatto gli ha provocato la frattura della scapola e della clavicola. Il soccorritore è stato immediatamente recuperato e trasportato in elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento per le cure del caso.
Con il tecnico fuori gioco e le condizioni meteorologiche avverse, il recupero dei due escursionisti non è stato più possibile nella notte. I soccorritori a terra hanno quindi verificato che fossero adeguatamente equipaggiati e in condizioni di trascorrere la notte in quota. E così è stato.
Soli a tremila metri, ma illesi
Alle prime ore di sabato mattina, con il ritorno della luce, i due escursionisti hanno raggiunto autonomamente il Rifugio ai Caduti dell'Adamello, senza riportare conseguenze. Illeso chi doveva essere salvato, in ospedale chi era lì per salvare.
Il monito del CNSAS
L'intervento, come sottolinea il Soccorso Alpino, richiama ancora una volta l'importanza di pianificare con attenzione le escursioni in montagna, valutando tempi di percorrenza e margini di sicurezza. Un richiamo che vale per chi frequenta l'ambiente montano, ma anche per il personale impegnato nelle operazioni di soccorso: come dimostra questa notte, il rischio non risparmia nessuno, nemmeno chi ha il compito di ridurlo per gli altri.
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