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260.000 libri segreti sbloccati per tutti: l'accordo che cambia la cultura a Brescia

Statale e Cattolica aprono le biblioteche universitarie alla cittadinanza grazie a un protocollo storico con la Provincia

Elena Consoli

Illustrazione a corredo: 260.000 libri segreti sbloccati per tutti: l'accordo che cambia la cultura a Brescia

Un patrimonio nascosto, ora aperto a tutti

Fino a ieri erano tesori riservati a docenti e studenti. Da oggi, invece, chiunque sia maggiorenne e iscritto alla Rete Bibliotecaria Bresciana potrà varcare le porte delle biblioteche universitarie di Brescia. È il cuore di un accordo definito "storico", siglato il 16 luglio a Palazzo Broletto tra la Provincia e i due Atenei cittadini — l'Università degli Studi e la Cattolica — con un obiettivo ambizioso: trasformare la conoscenza accademica in bene comune.

Il Protocollo, approvato con Decreto del Presidente della Provincia (n. 139/2026), si inserisce nel quadro della cosiddetta "Terza Missione" universitaria: non più solo didattica e ricerca, ma trasferimento culturale verso la cittadinanza. E i numeri dietro a questo accordo lasciano intuire la portata dell'operazione.

Cosa cambia concretamente

Gli utenti maggiorenni della RBB potranno accedere — con modalità regolamentate da un apposito tavolo di coordinamento — ai servizi avanzati degli Atenei: prestito, consultazione, ma anche disseminazione della ricerca, iniziative divulgative, innovazione digitale e formazione specifica. Il tutto senza alcun onere finanziario per gli enti sottoscrittori.

L'esempio più eclatante è la biblioteca Marcolini dell'Università Cattolica, che mette a disposizione un patrimonio di oltre 260.000 monografie, 6.000 audiovisivi e archivi di pregio come l'Archivio Viganò. Materiale documentario che fino ad oggi restava confinato entro le mura accademiche.

Le parole dei protagonisti

«Mi emoziona vedere istituzioni come i nostri Atenei collaborare con noi — ha detto il presidente della Provincia Emanuele Moraschini — dando così forza a una rete di sicuro pregio». Moraschini ha elogiato l'iniziativa della Consigliere delegata alla Cultura Nini Ferrari, sottolineando come la Provincia sia capofila di una rete che conta oltre 240 biblioteche, «non solo virtualmente, ma nell'unione reale».

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La Sentinella Bresciana

Ferrari ha raccontato la genesi del progetto: «Due anni fa, quando ho iniziato a realizzare questo progetto, non avrei mai pensato quanto fosse prezioso l'aiuto delle Università per una rete che oggi ci vede capofila oltre i confini lombardi». La consigliere ha poi ricordato i tempi in cui il personale preparato guidava l'utenza nella scelta delle pubblicazioni, auspicando nuovi momenti formativi per i futuri operatori culturali.

Il Rettore dell'Università degli Studi, Francesco Castelli, ha definito l'idea «teoricamente semplice, ma dai grandi benefici, affascinante anche dal punto di vista tecnico». Condividere le risorse oltre la platea studentesca, ha spiegato, significa raggiungere pienamente lo scopo della Terza Missione.

Giuseppe Bonelli, Direttore di Sede della Cattolica, ha guardato al lungo periodo: «Condividere il sapere con la società civile è un obiettivo chiave nel nostro Piano strategico. Lavoreremo passo dopo passo a nuove iniziative educative e divulgative».

Una rete da 240 sedi

La Provincia bresciana guida una Rete Bibliotecaria con oltre 240 sedi, formalmente riconosciuta nei documenti strategici come elemento centrale per la crescita socioeconomica del territorio. L'intesa con gli Atenei rafforza questa posizione e proietta la RBB oltre i confini regionali, colmando la distanza — finora spesso soltanto simbolica — tra mondo accademico e società civile.

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