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Il modulo della discriminazioneCronaca

Un modulo online per segnalare turisti ebrei: "Siamo tornati agli anni '30"

La Comunità ebraica di Milano denuncia una campagna web che invita a censire ebrei e israeliani in hotel e negozi

Marco Bertolini

Illustrazione a corredo: Un modulo online per segnalare turisti ebrei: "Siamo tornati agli anni '30"
Illustrazione a corredo: Un modulo online per segnalare turisti ebrei: "Siamo tornati agli anni '30"

Basta un link e pochi minuti per compilare un modulo. Ma dietro quella semplice azione si nasconde una campagna che sta allarmando la Comunità ebraica italiana: un questionario online, diffuso attraverso le chat, invita a segnalare la presenza di cittadini israeliani o ebrei in alberghi, strutture ricettive e attività commerciali. L'obiettivo dichiarato è realizzare quella che viene chiamata una "mappatura del turismo sionista".

"Stiamo tornando agli anni Trenta"

Per la Comunità ebraica di Milano il parallelo storico è immediato. "Io penso che stiamo tornando agli anni Trenta, alla caccia all'ebreo", dichiara il presidente Walker Meghnagi. Se allora si trattava di elenchi e schedature cartacee, oggi il rischio è amplificato dalla velocità con cui un modulo digitale può essere condiviso e raggiungere un numero enorme di persone.

È proprio questa capacità di diffusione, secondo Meghnagi, a rendere la minaccia concreta e non solo simbolica: "Quello che succede oggi dimostra che gli squilibrati ci sono e, se si diffonde questo messaggio a una larga parte della popolazione, uno squilibrato lo si trova sicuro". Per questo, sottolinea, "mappare dove ci sono gli ebrei è gravissimo" e chiede che la magistratura intervenga.

Il paradosso degli italiani segnalati

La Comunità ebraica non promuoverà iniziative autonome, ma ha già trasmesso il questionario "a chi di dovere", nella speranza che vengano adottati provvedimenti. Meghnagi evidenzia un paradosso: nel mirino della segnalazione potrebbero finire anche cittadini italiani in vacanza nel proprio paese. "Se un italiano va in vacanza in Italia è il colmo che venga segnalato", osserva, allargando il ragionamento anche agli investimenti: se un resort in Italia venisse aperto da un israeliano si scatenerebbero proteste, mentre capitali provenienti da altri stati non generano le stesse reazioni.

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Le reazioni politiche e associative

Sul caso interviene anche Sinistra per Israele Due Popoli Due Stati, che in una nota chiede il ritiro immediato del modulo, definendolo "una raccolta organizzata di informazioni" con "natura discriminatoria e intimidatoria", pur non profilando esplicitamente per nazionalità o religione. L'associazione chiede una verifica del Garante per la Protezione dei Dati Personali e delle autorità competenti, invitando le organizzazioni di sinistra a prendere nettamente le distanze.

Anche il sottosegretario di Stato Alessandro Morelli condanna l'iniziativa, definendola "aberrante" e annunciando l'intenzione di presentare una denuncia contro ignoti. Morelli parla di un "clima orribile che riporta ai tempi bui del nazifascismo" e chiede una condanna unanime della politica nei confronti di quella che definisce "un'iniziativa razzista".

Meghnagi conclude con un appello: "Mappare gli ebrei è uno scandalo. Mi auguro che tutti i partiti prendano posizione. Ho i miei dubbi, ma lo spero".

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