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Garda

La barca della tragedia sul Garda può tornare in acqua? La mossa dei cittadini per impedirlo

Sul web parte la raccolta firme contro il ritorno nel lago del Riva Acquarama che strappò la vita a Greta e Umberto.

Chiara Bonomi

Illustrazione a corredo: La barca della tragedia sul Garda può tornare in acqua? La mossa dei cittadini per impedirlo

Una decisione giudiziaria che riapre una ferita mai rimarginata e la reazione immediata di un’intera comunità, disposta a tutto pur di evitare quello che viene definito come un affronto inaccettabile. Sul lago di Garda si sta consumando una vera e propria mobilitazione popolare per impedire che un simbolo di dolore possa tornare a solcare le stesse acque in cui si è consumata una delle tragedie più drammatiche degli ultimi anni.

Al centro della clamorosa protesta c'è il Riva Acquarama, il prestigioso e potente motoscafo che il 19 giugno 2021, nelle acque di Salò, travolse e uccise la venticinquenne Greta Nedrotti e il trentasettenne Umberto Garzarella. Di recente, la Corte d'appello di Brescia ha revocato la confisca del mezzo, restituendolo di fatto al proprietario, un manager tedesco. Una scelta che ha scatenato l'indignazione pubblica e ha spinto i residenti a fare fronte comune.

La petizione online per fermare il motoscafo

Per bloccare quello che molti reputano un imminente ritorno in acqua dell'imbarcazione, è nata una petizione popolare sulla piattaforma Change.org. L'iniziativa, lanciata da Caterina Zambiasi, chiede un intervento urgente e definitivo da parte di tutte le autorità e le istituzioni competenti.

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L'obiettivo è chiarissimo: far sì che quel motoscafo non possa mai più navigare sul Garda. Come ha spiegato fermamente la promotrice dell'iniziativa, l'eventualità che quella barca torni a muoversi nel bacino lacustre rappresenta non solo un dolore intollerabile per i familiari e gli amici delle vittime, ma anche una profonda offesa alla memoria di Greta e Umberto.

Controlli più severi e sicurezza sul lago

La mobilitazione, tuttavia, non si limita alla richiesta di fermare il motoscafo Riva. I promotori e i firmatari dell'appello si rivolgono alle istituzioni affinché vengano introdotte norme molto più rigide sulla navigazione interna nel lago di Garda.

Tra le richieste principali figurano un drastico potenziamento dei controlli da parte delle forze dell'ordine e la promozione di iniziative concrete per commemorare i due giovani scomparsi. La comunità locale chiede a gran voce che la sicurezza diventi una priorità assoluta per evitare che drammi simili possano ripetersi in futuro.

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