Siccità e risorse idricheValli
L'acqua torna nell'Oglio ma le campagne bresciane bruciano: cosa rischia di sparire
Deficit idrico al 47%, latte in calo fino al 20% e seconde semine a rischio mentre Regione sblocca nuovi rilasci

L'Oglio scorre con maggiore intensità, ma le campagne bresciane sono in affanno. Come è possibile che l'acqua aumenti proprio mentre gli agricoltori parlano di emergenza? La risposta sta in un accordo che potrebbe durare pochi giorni.
Regione Lombardia ha raggiunto un'intesa con gli operatori idroelettrici per garantire nuovi volumi d'acqua destinati all'agricoltura fino al 24 luglio, una quantità che riguarda direttamente il territorio bresciano e dovrebbe rallentare la discesa del lago d'Iseo. Un ulteriore contributo arriverà dal bacino dell'Eridio: con la Provincia autonoma di Trento è in arrivo un accordo per 9 milioni di metri cubi d'acqua dagli invasi gestiti da HDE Hydro Dolomiti Energia, a monte del lago d'Iseo, a beneficio del sistema del Chiese.
I numeri della sete
I dati del Tavolo regionale per l'utilizzo della risorsa idrica in agricoltura, aggiornati al 12 luglio, fotografano una situazione difficile. Il deficit idrico lombardo si attesta al 43,4%: meno grave rispetto al 60% dell'estate record del 2022, ma comunque pesante. Nel Bresciano il bacino dell'Oglio registra un deficit del 47,3%, il Chiese del 44,9%, il Mincio si ferma al 22,5%.
«Abbiamo adottato una gestione parsimoniosa che si è rivelata efficace», spiega l'assessore regionale Massimo Sertori. «Nonostante la scarsità d'acqua siamo riusciti a portare a termine il primo raccolto per la maggior parte delle colture. Ora però dobbiamo pensare anche al futuro, perché condizioni di carenza idrica saranno sempre più frequenti».
Le campagne chiedono aiuto
Le associazioni agricole non tranquillizzano. «La carenza idrica e le alte temperature stanno mettendo sotto forte pressione le aziende agricole», avverte Oscar Scalmana, presidente di Confagricoltura Brescia. «Le riserve potrebbero non garantire la fine della stagione e le produzioni autunnali sono a rischio».
Molte aziende della Bassa bresciana stanno valutando di rinunciare alle seconde semine per concentrare l'acqua sui raccolti principali. Mais, foraggi, orticole, frutteti, vigneti e oliveti sono i comparti più esposti. Una riduzione delle produzioni potrebbe avere conseguenze anche sugli allevamenti e sulle filiere dei prodotti Dop.
Anche la presidente di Coldiretti Brescia Laura Facchetti alza la voce: «Le poche piogge di questi giorni non hanno cambiato il quadro complessivo. Gli agricoltori stanno utilizzando ogni goccia d'acqua con grande attenzione, ma il margine di sicurezza si sta riducendo rapidamente».
Le stalle e i laghi
La siccità colpisce anche le stalle. Negli allevamenti più attrezzati con sistemi di raffrescamento il calo della produzione di latte viene stimato tra il 5 e il 10%, mentre nelle strutture meno organizzate può arrivare fino al 20% per lo stress termico degli animali.
Preoccupazione anche per i grandi laghi. Il Garda, pur in condizioni migliori rispetto ad altri bacini lombardi, ha perso nella prima metà di luglio circa un centimetro al giorno, passando da +95 a +81 centimetri sopra lo zero idrometrico. Il riempimento complessivo è oggi al 62%.
Il rilascio straordinario rappresenta una boccata d'ossigeno, ma non una soluzione definitiva. Senza nuove piogge o ulteriori intese, la gestione di una risorsa sempre più limitata resterà una sfida quotidiana.
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