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Telefono scarico a 2.600 metri e diabete: la coppia salvata per un soffio sul Presena

Lei, diabetica, non poteva più controllare la glicemia: salvata da un'altra coppia di escursionisti

Chiara Bonomi

Illustrazione a corredo: Telefono scarico a 2.600 metri e diabete: la coppia salvata per un soffio sul Presena

Telefono scarico a 2.600 metri: il rischio per la giovane diabetica

Poteva finire molto peggio. Una coppia di escursionisti è stata portata in salvo nella serata di giovedì 16 luglio sul ghiacciaio Presena, nei pressi del Passo Paradiso, a 2.600 metri di quota. Entrambi i telefoni erano scarichi: nessuna chiamata possibile, nessuna geolocalizzazione, nessun modo per chiedere aiuto.

Il dettaglio che ha reso la situazione potenzialmente critica riguarda lei, nata nel 1996, affetta da diabete. Senza batteria, non poteva più monitorare i propri valori glicemici — un'assenza di controllo che a quell'altitudine e in totale isolamento avrebbe potuto complicare rapidamente il quadro clinico.

L'allarme lanciato da sconosciuti

La salvezza è arrivata per caso. Un'altra coppia di escursionisti, incrociando i due ragazzi durante la discesa verso valle, si è accorta della difficoltà della giovane e ha chiamato il 112. Era circa sera: la Centrale Unica di Emergenza ha attivato immediatamente la Stazione di Vermiglio del Soccorso Alpino e Speleologico.

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I soccorritori sono riusciti a mettersi in contatto con gli escursionisti e hanno chiesto loro di attendere al Passo Paradiso. Poi l'operazione si è sbloccata grazie a un collaborazione decisiva: il gestore dell'impianto di risalita ha autorizzato l'apertura straordinaria del primo troncone della funivia, permettendo a quattro soccorritori di raggiungere la coppia in tempi rapidi.

Assistenza e rientro a valle

Una volta sul posto, i tecnici hanno prestato assistenza alla giovane e hanno accompagnato entrambi a valle utilizzando lo stesso impianto. Dopo averli riaccompagnati fino alla loro auto, i soccorritori hanno concluso l'intervento e fatto rientro.

L'episodio ribadisce quanto possano essere determinanti, in montagna, un dettaglio apparentemente banale come la carica del telefono e la tempestività di chi passa di lì.

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