Salta al contenuto

CollaudoCronaca

Nove container per il Pakistan: cosa nascondevano davvero i "materiali usati" partiti da Genova?

Blitz del Noe di Brescia: sequestrato un impianto, due misure cautelari e 16 indagati per il presunto traffico internazionale di rifiuti pericolosi

Marco Bertolini

Illustrazione a corredo: Nove container per il Pakistan: cosa nascondevano davvero i "materiali usati" partiti da Genova?

Nove container, partiti dal porto di Genova nel febbraio 2023, dichiarati come carichi di materiale usato e recuperabile. Dentro, secondo gli investigatori, c'erano invece tonnellate di compressori per elettrodomestici non bonificati: rifiuti pericolosi mascherati da merci riciclabili, con documenti falsi, e destinati al Pakistan.

Da quel controllo dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) e dell'Agenzia delle Dogane è partita un'indagine che oggi, 16 luglio, si è tradotta in un'operazione su larga scala coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Brescia.

Il blitz

Su delega della Dda bresciana, i militari del Noe di Brescia — affiancati dal Gruppo per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Milano e dai reparti specializzati di Venezia e Napoli — hanno eseguito un'ordinanza del Gip del Tribunale di Brescia che prevede due misure cautelari personali e quattordici perquisizioni in diverse zone d'Italia.

Contestualmente è stato sequestrato in via preventiva un impianto di trattamento rifiuti in provincia di Brescia, ritenuto centrale nel presunto sistema illecito.

Il meccanismo del "giro-bolla"

Secondo l'ipotesi degli investigatori, la rete si muoveva attraverso il cosiddetto "giro-bolla": sulla carta i rifiuti risultavano transitati e sottoposti a controlli o trattamento in un impianto autorizzato, ma nella realtà venivano spediti direttamente al destinatario finale, senza alcuna bonifica.

Pubblicità

La Sentinella Bresciana

Un espediente che avrebbe permesso di far figurare come legittimo un traffico di materiali pericolosi diretti fuori dai confini nazionali.

Indagati e prossimi passi

L'inchiesta, ancora nella fase preliminare, coinvolge complessivamente 16 persone fisiche e 12 società attive nella gestione, nel trasporto e nell'intermediazione dei rifiuti. Le perquisizioni in corso sono finalizzate ad acquisire documentazione utile a ricostruire i flussi economici, i rapporti commerciali tra le parti e gli eventuali profitti illeciti generati dal presunto traffico.

Parallelamente sono in corso accertamenti sulla responsabilità amministrativa delle società coinvolte, ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001, che regola la responsabilità degli enti per reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio.

Le indagini restano aperte e gli sviluppi dei prossimi giorni potrebbero chiarire l'estensione reale della rete e il ruolo di ciascun soggetto coinvolto.

Leggi anche

CAPITALE CULTURA
CAPITALE CULTURA