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Brescia a secco: perché gli agricoltori rinunciano ai raccolti e i prezzi schizzeranno

Confagricoltura lancia l’allarme: senza acqua, saltano le seconde semine e in autunno la spesa lieviterà

Paolo Gritti

Illustrazione a corredo: Brescia a secco: perché gli agricoltori rinunciano ai raccolti e i prezzi schizzeranno

La siccità sta metteno in ginocchio l’agricoltura bresciana. Le seconde semine rischiano di saltare, e con loro parte dei raccolti autunnali. A lanciare l’allarme è Oscar Scalmana, presidente di Confagricoltura Brescia: senza un cambiamento radicale nella gestione dell’acqua, l’intera stagione agricola potrebbe essere compromessa.

Il problema non è nuovo, ma con l’arrivo dell’estate e le temperature record, la situazione è precipitata. I bacini del Sebino e dell’Eridio sono ai minimi storici, e senza un intervento immediato, le riserve idriche non basteranno a coprire il fabbisogno delle aziende agricole.Molte hanno già scelto di non avviare le seconde semine, tradizionalmente previste all’inizio di luglio, per salvare almeno i primi raccolti.

"Non è una difficoltà ordinaria, ma un’emergenza", sottolinea Scalmana. "Le imprese hanno già sostenuto costi elevati per semine, irrigazione, energia e manodopera. Se l’acqua viene a mancare ora, si rischia di perdere tutto."

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A pagarne le conseguenze non saranno solo i campi: mais, foraggi, orticole, frutteti, vigneti e oliveti sono i comparti più esposti, ma anche gli allevamenti subiscono gli effetti del caldo, con stress animale, costi in salita e cali produttivi di latte. Senza il secondo raccolto, in autunno sarà necessario importare di più, con un aumento vertiginoso dei prezzi per i consumatori.

Ma c’è di più: secondo Confagricoltura Brescia, serve un cambio strutturale. "Abbiamo tre laghi, non basta costruire nuovi invasi: occorre governare meglio quelli esistenti", spiega Scalmana. "Il primo aprile, quando l’acqua passa in gestione al comparto agricolo, i laghi non possono arrivare quasi vuoti. Serve un confronto stabile con gli enti regolatori e i gestori idroelettrici sui rilasci invernali."

Tra le proposte: semplificare l’iter per nuovi pozzi, varare un Piano straordinario delle acque e incentivare sistemi irrigui efficienti come pivot e goccia a goccia. Il tavolo regionale permanente sull’acqua, secondo Scalmana, dovrebbe diventare un punto di conciliazione permanente tra tutti gli attori coinvolti.

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