Feralpi svela i numeri record: 1,7 miliardi di ricavi e il segreto green che tutti vogliono copiare
Il gruppo di Lonato chiude il 2025 con investimenti da 500 milioni in tre anni e obiettivi climatici anticipati di cinque anni

C’è un’azienda bresciana che, mentre il mondo tremava per crisi energetiche e tensioni geopolitiche, ha macinato record su record. Feralpi Group, il colosso siderurgico di Lonato del Garda, ha appena chiuso il 2025 con numeri che fanno girare la testa: 1,7 miliardi di euro di ricavi (+3% sull’anno precedente), 2,7 milioni di tonnellate di acciaio prodotte (+4,7%) e un EBITDA a 87,2 milioni. E non è tutto: il risultato netto, dopo anni di ammortamenti, è finalmente tornato in positivo con 401 mila euro.
Ma il dato che fa davvero rumore è un altro: 500 milioni di euro investiti in tre anni, con oltre 115,7 milioni solo nel 2025, di cui l’80% destinato a sostenibilità e innovazione. Tra i progetti completati spicca il nuovo laminatoio a zero emissioni dirette nello stabilimento tedesco di Riesa, l’impianto di riscaldo a elettro-conduzione in Italia e sistemi di intelligenza artificiale per gestire rottami e logistica interna.
Sostenibilità: obiettivi bruciati con 5 anni di anticipo
Feralpi non solo investe, ma supera i traguardi. Il 56% dell’energia utilizzata proviene già da fonti rinnovabili, un risultato che anticipa di ben cinque anni l’obiettivo del 50% fissato per il 2030. Non solo: il 98% delle materie prime è riciclato, il 93% dei residui viene riutilizzato in processi di economia circolare e il consumo di acqua è stato ridotto del 36,5% rispetto al 2022. La Science Based Targets initiative (SBTi) ha certificato i nuovi obiettivi climatici del gruppo: riduzione del 90% delle emissioni Scope 1, 2 e 3 entro il 2050.
Occupazione e parità di genere in crescita
ხოლო il gruppo cresce anche in termini di risorse umane: 2.173 dipendenti (+9,4% sul 2024), con il 97% a tempo indeterminato. Lo stabilimento di Lonato ha ottenuto la certificazione per la parità di genere, e le nuove assunzioni femminili nella siderurgia primaria hanno raggiunto l’8%, superando l’obiettivo aziendale del 5%.
«Abbiamo raggiunto l’assetto industriale previsto dal nostro piano strategico – ha commentato il presidente Giuseppe Pasini –. Gli investimenti completati ci mettono nelle condizioni di cogliere ogni opportunità, soprattutto nella produzione di acciai a ridotto impatto ambientale».
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