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Vigneti distrutti e 4 milioni di danni: cosa succede ora alle aziende colpite dalla grandine
La tempesta ha devastato le coltivazioni del Roveretano, ma dietro i numeri c'è un sistema che pochi conoscono

Oltre 4 milioni di euro di danni alle coltivazioni, vigneti "sostanzialmente distrutti" nell'epicentro dell'evento, un territorio agricolo messo in ginocchio in poche ore. È il bilancio della grandine che ha colpito l'area compresa tra Isera e Nogaredo, nel Roveretano, dove le prime verifiche sul campo stanno confermando l'entità della devastazione.
Sul territorio, subito
«Le prime verifiche confermano come la grandine abbia colpito in modo significativo alcune aree viticole del Roveretano; nell'epicentro si riscontrano vigneti sostanzialmente distrutti», dichiara Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. Trento. L'organismo è già operativo sul territorio per affiancare gli agricoltori colpiti nelle attività di accertamento del danno, con l'obiettivo di arrivare agli indennizzi nel minor tempo possibile.
Ma l'episodio rilancia una questione più ampia: come si protegge il reddito delle aziende agricole di fronte a un clima sempre più imprevedibile?
Un sistema a più livelli
La risposta non è un unico strumento, ma un sistema integrato di gestione del rischio, costruito negli anni e ora rafforzato. Sul versante della tutela "passiva" ci sono la Polizza Collettiva, le coperture per le strutture, i fondi mutualistici e, per il comparto vitivinicolo, il nuovo Fondo IST Uva, primo fondo mutualistico nazionale dedicato esclusivamente alla stabilizzazione del reddito delle aziende vitivinicole.
Sul versante "attivo" entrano in gioco reti antigrandine, sistemi di monitoraggio, sensoristica, supporti decisionali basati sui dati, tecnologie digitali e intelligenza artificiale, pensate per migliorare la capacità di adattamento agli effetti del cambiamento climatico.
La resilienza si costruisce prima
Per il presidente di Co.Di.Pr.A., Giovanni Menapace, la gestione del rischio è oggi uno degli elementi fondamentali della competitività agricola. «La resilienza di un'azienda agricola non si costruisce il giorno dopo una grandinata, ma molto prima, attraverso scelte consapevoli e strumenti adeguati», spiega Menapace, sottolineando come il territorio disponga oggi di un sistema tra i più avanzati a livello nazionale, capace di mettere insieme assicurazioni agevolate, fondi mutualistici e innovazione.
La direzione, conclude il presidente, è quella di continuare a investire «insieme a tutto il sistema agricolo trentino e alle istituzioni», accompagnando e assistendo le imprese danneggiate nell'accesso agli indennizzi, senza mai smettere di evolvere gli strumenti di tutela.
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