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Sicurezza in azioneBrescia città

Perché i giardinieri del Parco Tarello hanno bisogno della scorta della Polizia?

Dieci giorni di potature straordinarie per strappare il parco al degrado, ma i residenti avvertono: non basta tagliare le siepi

Chiara Bonomi

Illustrazione a corredo: Perché i giardinieri del Parco Tarello hanno bisogno della scorta della Polizia?
Illustrazione a corredo: Perché i giardinieri del Parco Tarello hanno bisogno della scorta della Polizia?

Non è una scena che si vede tutti i giorni. Giardinieri al lavoro con le cesoie in una mano e, a pochi metri, agenti della Polizia Locale a vigilare. Succede al Parco Tarello, nel cuore di Bresciadue, dove da qualche giorno sono iniziate le operazioni di potatura che il Comune definisce «straordinarie».

Cosa prevede l'intervento

La ditta incaricata, coordinata dai tecnici del Settore Verde del Comune e con l'ausilio della Polizia Locale, ha cominciato dal taglio delle siepi sui lati est e sud del parco. I lavori dureranno una decina di giorni e includeranno anche la rimozione della rete divisoria tra il Tarello e il Giardino del Nepal, oltre all'eliminazione della siepe di lauro che separa le due aree verdi sul lato orientale.

Nessun albero sarà abbattuto: lo garantisce Palazzo Loggia.

L'obiettivo dichiarato è ampliare la visibilità in tutta l'area, dopo che la vegetazione cresciuta senza controllo era arrivata a coprire persino le telecamere di sorveglianza.

Perché serve la Polizia Locale

La presenza degli agenti non è casuale. L'intervento arriva dopo il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza convocato dal prefetto nei giorni scorsi, che ha stabilito un rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine nella zona del parco.

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Il motivo lo spiegano i residenti in un comunicato: «Il degrado è il risultato di un abbandono persistente, che ha permesso alla vegetazione di crescere senza controllo fino a coprire le telecamere, creando così rifugi per tossicodipendenti e senzatetto».

La domanda che brucia

Proprio dai cittadini arriva il nodo più spinoso: «Perché la manutenzione ordinaria di un parco pubblico che compete al Comune è dovuta arrivare a un intervento straordinario, con tanto di scorta delle forze dell'ordine?».

Una domanda che suona come un atto d'accusa. Per chi abita a Bresciadue, «pulire e tagliare le siepi non basta»: serve una visione lungimirante per evitare che tra qualche mese la situazione si ripresenti identica.

La risposta del Comune

Palazzo Loggia replica ricordando che la sindaca Laura Castelletti ha già attivato un tavolo di lavoro interassessorile dedicato proprio al rilancio del parco. L'idea è seguire il modello di piazza Vittoria: eventi, spettacoli, attività sportive e di aggregazione per restituire il Tarello alla cittadinanza.

Ma intanto, in questi dieci giorni, i giardinieri lavorano. Con la scorta.

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