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Archeologia e tesori ritrovatiCultura

Sei teste imperiali e una Vittoria di bronzo spuntate dalla terra 200 anni fa: cosa fa Brescia ora

Lunedì 20 luglio arriva l'annullo filatelico delle Poste, mentre in edicola spunta il numero monografico di Archeo dedicato ai bronzi del Capitolium

Elena Consoli

Illustrazione a corredo: Sei teste imperiali e una Vittoria di bronzo spuntate dalla terra 200 anni fa: cosa fa Brescia ora
Illustrazione a corredo: Sei teste imperiali e una Vittoria di bronzo spuntate dalla terra 200 anni fa: cosa fa Brescia ora

Il 20 luglio 1826, durante gli scavi nell'area del Capitolium, i membri dell'Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia portarono alla luce un patrimonio archeologico eccezionale: la statua della Vittoria Alata, conservata intatta, insieme a sei teste di epoca imperiale e a numerosi altri reperti in bronzo. Due secoli dopo, la città non ha intenzione di lasciare l'anniversario nel cassetto.

Un annullo postale per il simbolo della città

Lunedì 20 luglio 2026, dalle 10 alle 16, al Parco Archeologico di Brescia Musei (via Musei 55) sarà allestita una postazione filatelica temporanea di Poste Italiane. L'annullo, in formato ovale, riproduce l'immagine della Vittoria Alata e reca le diciture «Bicentenario ritrovamento bronzi di Brescia e Vittoria Alata» e la data del 20 luglio 2026.

Saranno disponibili francobolli legati alla manifestazione e diversi prodotti filatelici: folder, pubblicazioni, tessere, cartoline, buste primo giorno e libri. Tra i francobolli proposti anche quello dedicato alla Vittoria Alata, emesso nel 2020, e quello del 2002 dedicato al Museo di Santa Giulia con la riproduzione della Croce di Desiderio.

Dopo la giornata celebrativa, l'annullo speciale resterà disponibile per sessanta giorni presso lo Sportello Filatelico dell'Ufficio Postale di Brescia Centro, per poi essere conservato al Museo storico della Comunicazione di Roma.

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Archeo dedica un numero monografico

In parallelo, la rivista Archeo ha dedicato un intero numero al patrimonio archeologico bresciano, intitolato «Brescia. Duecento anni di Vittoria Alata», presentato all'Auditorium di Santa Giulia nell'ambito della Festa della Vittoria. Il dossier — realizzato in collaborazione con Fondazione Brescia Musei e Visit Brescia — sarà in edicola in tutta Italia fino a settembre.

Il volume ripercorre la scoperta della statua, il suo restauro e le attività di conservazione in corso, ma si allarga anche ad altri reperti di rilievo, come il volto bronzeo attribuito all'imperatore Probo. Lo sguardo abbraccia l'intero sistema museale cittadino: dal Parco archeologico di Brixia, patrimonio Unesco, al Museo di Santa Giulia, dalle domus dell'Ortaglia al Viridarium, fino agli scavi nel Teatro Romano e nel Castello. Ampio spazio è dedicato ai progetti in corso, tra cui il Corridoio Unesco, i nuovi spazi espositivi del Capitolium e la rifunzionalizzazione del Teatro Romano firmata dall'architetto David Chipperfield.

Il dossier riunisce contributi di archeologi, restauratori e storici dell'arte italiani e internazionali. La presidente di Fondazione Brescia Musei Francesca Bazoli ha sottolineato come il bicentenario rappresenti un'occasione per riflettere sul significato del patrimonio culturale come bene condiviso. Il direttore Stefano Karadjov ha evidenziato il percorso che in due secoli ha reso Brescia un punto di riferimento nazionale nella valorizzazione archeologica. Il presidente di Visit Brescia Eugenio Massetti ha ribadito il ruolo della cultura come motore di attrattività turistica.

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